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| Articoli | 14.01.2019

Carica intelligente: autogestione o gestione a remoto?

Le recenti prescrizioni delle aziende elettriche (AES, § 12.3) raccomandano l’installazione di un sistema intelligente per la gestione delle ricariche (“load management”) in tutti i casi in cui vi siano più di due punti di ricarica nello stesso luogo.

Questa richiesta non solo è vantaggiosa per le aziende elettriche, perché diminuisce il carico sulla rete, ma anche per i proprietari di auto elettriche, perché un sistema di gestione della carica consente di diminuire i costi di allacciamento alla rete. Infatti, grazie a esso, la potenza da chiedere al proprio fornitore di elettricità non è la semplice somma delle potenze massime di tutti i punti di ricarica ma solo una sua frazione (tipicamente il 40% o meno), con evidenti risparmi sui costi di allacciamento.

Ipotizziamo di avere un condominio con tre auto che partono cariche al mattino e arrivano alla sera fra le 18:00 e le 19:00 dopo aver percorso rispettivamente 20, 50 e 100 km (la media svizzera è di circa 36 km al giorno). La prima avrà bisogno di poco più di un’ora per caricare a una potenza di 3,6 kW, la seconda di circa 3 ore e la terza, che carica invece a 11 kW, necessiterà di circa 2 ore. Senza gestione delle cariche, le auto caricherebbero contemporaneamente alla massima potenza, quindi 18,2 kW. Con una gestione delle cariche potremmo invece fissare la potenza disponibile a un valore molto più basso, esempio 11kW, lasciando a esso il compito di suddividere la potenza disponibile fra le auto: le 8 – 12 ore di sosta notturna delle auto sono più che sufficienti a caricare tutta l’energia richiesta, anche se in certi momenti la potenza di carica risulterà ridotta.

Alcune aziende elettriche si sono però spinte più in la, chiedendo che la ricarica sia interrompibile da remoto, ad esempio tramite un segnale di telecomando, come per un boiler. Avendo a disposizione parecchie ore per caricare, un’interruzione limitata della carica non sembrerebbe costituire un problema, ma una mancanza d’alimentazione potrebbe essere interpretata come un errore da certe autovetture elettriche, con conseguenze indesiderate (es. impossibilità di riprendere la carica anche quando viene ridata l’alimentazione).

Dal punto di vista delle auto, sarebbe quindi meglio utilizzare il segnale remoto a due livelli, piuttosto che un brutale sistema “on-off”: prima si diminuisce la potenza disponibile al livello minimo (6 A per fase) e poi, se la diminuzione non fosse sufficiente, si toglierebbe l’alimentazione.

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Jonathan
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Maggio 2018
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Jonathan dice...

Nessuna delle due scelte è interessante, di fatto come spesso accade si finisce per vedere le cose in bianco o nero. Come già succede in california da diverso tempo, bisognerebbe dare al proprietario della vettura la possibiltà di aderire a suo piacimento alla carica gestita dalla azienda elettrica, sfruttando dei bisogno di consumo che l'azienda ha. Per esempio la notte è un momento dove le azienda devono poter "bruciare" energia perchè in eccesso (per esempio con l'eolico) e quindi avere a disposizione MWh di storage per consumare questa elettricità è un ottima cosa. Le aziende possono dare un App al cliente e proprietario di macchine elettriche e dare incentivi ogniqualvolta partecipa alla carica gestita remotamente. In questo caso si ha la flessibilità di poter caricare come si vuole, ma si ha anche l'opzione di risparmiare notevolmente aiutando l'azienda nel consumo dinamico. Io non vedo l'ora di poter partecipare ad uno di questi progetti!!

 
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